| Il Tempietto di Bacco | | Drucken | |
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Lasciato il Poggio di Mercurio e percorrendo un vialetto tra filari di cupressus sempervirens e profumati cespugli di lavanda, si giunge al Tempietto di Bacco. Di chiara ispirazione classica, è sorretto da otto colonne scanalate in stile dorico. Sul fregio della trabeazione si legge la seguente iscrizione del poeta Catullo: "Quid solutis est beatus curis cum mens unus reponit ac peregrino labore fessi venimus larem ad nostrum desideratosque acquiescimus lecto" (che cosa vi è di più bello di quando, terminati i lavori, con la mente libera da ogni preoccupazione e stanchi per la fatica a favore di altri, ritorniamo alle nostre case e ci adagiamo per riposare sul bramato letto). Al centro su di un piedistallo si ammira una splendida rappresentazione in bronzo: nella musica e nella danza propiziatoria un satiro sorregge Bacco con gli immancabili grappoli d'uva. Fortemente figurativo, il tempio fu probabilmente concepito da Lord Grimthorpe come il luogo che potesse preservare la sua memoria. Le sue ceneri, per espresso suo desiderio, furono inumate alla base del piedistallo. |

