Il recupero e la conduzione Vuilleumier | Stampa |

Dagli anni '60, l’appassionato impegno e l' “amorosa intelligenza” - volendo riprendere la definizione di Domenico De Masi, Presidente della Fondazione Ravello - della famiglia Vuilleumier, ha permesso a Villa Cimbrone di riacquistare splendore, sia come luogo storico sia come giardino botanico.

L’ardita intuizione di Marco Vuilleumier al finire degli anni ’60, inseguita con profonda tenacia, è all’origine della felice impresa di recupero, conservazione e tutela di uno dei più importanti beni culturali campani.

Villa Cimbrone aveva infatti conosciuto un periodo di decadenza a cavallo della Seconda guerra Mondiale. Essendo di proprietà inglese, durante l’ultimo conflitto bellico la villa era stata sottoposta a sequestro dallo Stato Italiano e, per quasi un decennio, lasciata in condizioni di totale abbandono. Lo sviluppo arboreo spontaneo e l'assenza di governo degli impianti avevano dunque gravemente intaccato le prospettive e le visuali previste nel progetto originale.

A piccoli passi e con l’ausilio di preziosi suggerimenti di esperti paesaggisti e botanici di fama internazionale, i Vuillumier hanno lavorato per riportare i giardini allo splendore originale. Oggi l’impresa di recupero è in buona parte compiuta, soprattutto grazie al contributo del prof. Thomas Wright, del prof.arch.Alberto White, dell’agronomo Federico Weber oltre che dei membri della famiglia Amato, oramai giunta alla quarta generazione di giardinieri.

Un’altra importante opera di recupero e restauro è stata attuata in questi ultimi anni intervenendo sul Palazzo che scontava le dannose e pericolose conseguenze di una serie di sovrapposizioni strutturali avute nel corso dei secoli, spesso con materiali poveri e di scarsa qualità. Nel corso dei lavori di restauro e ristrutturazione, il profondo amore per la storia di questi luoghi e la certosina cura professionale hanno fatto in modo che rimanesse intatta l’atmosfera dell’antica residenza aristocratica.

Il risultato è stato la creazione di un piccolo ma prestigioso Hotel de Charme all’interno dell’antica villa. In questo modo le stanze e i giardini della villa possono vivere ancor oggi secondo lo spirito originario. Le splendide camere con i preziosi pavimenti antichi vietresi, i saloni affrescati ed i caldi camini in pietra, continuando ad ospitare personaggi illustri, venuti tra gli splendori del mediterraneo alla ricerca di un luogo esclusivo, di una serenità vivificante e di una bellezza impareggiabile.

Pur non potendo contare sull’aiuto finanziario dello Stato, la Villa Cimbrone rappresenta un esempio importante di come, nel nostro Paese, con la necessaria dose di passione e intelligenza e con un costruttivo rapporto con istituzioni statali quali le Soprintendenze, sia possibile gestire privatamente in modo virtuoso un sito monumentale di interesse collettivo trattandolo alla stregua di bene pubblico.